Il solito grande che se ne va
lun 26 set 11

Stamattina se n’è andato Sergio Bonelli, uno dei grandi dell’editoria italiana del fumetto. Inutile stare a scrivere il suo percorso, lo conosciamo un po’ tutti. In un giorno così triste vedere il cordoglio e i saluti di tantissimi italiani delle più disparate generazioni è stato un momento che posso solo ingenuamente considerare come “bello”.
Il ricordo degli albetti gialli di Tex appartenti a mio padre, tutti messi in ordine sulle mensole più alte della casa per evitare qualsiasi contatto con mani nemiche; volevo raggiungerli a tutti i costi, tra quelli c’era un albo in un formato piccolissimo che mi attirava a tal punto che ho tentato più volte di arrampicarmi su sedioline e scrivanie.
Quando ho comprato il mio primo numero di Dylan Dog avevo quindici anni e mi sono sentita grande perché c’era gente che moriva ammazzata nelle storie e Dylan faceva l’amore con una donna diversa ogni mese.
Più si va avanti e più si profila la fine di un’era, una cosa che mi ha sempre inquietata.
Un grazie al signor Bonelli per il suo fondamentale contributo al fumetto italiano e per i ricordi che seguiranno.
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